ISSN 2612-2553

RECENSIONI

TURANDOT E L’ORIENTE FANTASTICO DI PUCCINI, CHINI E CARAMBA

Il fascino di quella prima esecuzione di Turandot, con scene di Galileo Chini e costumi di Caramba, è parte dell’immaginario della storia dello spettacolo del Novecento; il manifesto di Leopoldo Metlicovitz (1868-1944), stampato come tradizione da Casa Ricordi, ha codificato nel tempo l’iconografia della Principessa cinese e si pone a parametro intramontabile. L’ultima opera di Giacomo Puccini (1858-1924) ha avuto una gestazione complessa, scandita dalla malattia e dalla morte del Maestro, una corrispondenza serrata tra i diversi personaggi coinvolti e il musicista, dagli artisti chiamati a progettare gli allestimenti…

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Reflections. Dino Gavina. L’arte e il design

Curata da Giovanna Coltelli e allestita da Marco Brunori, la mostra Reflections. Dino Gavina. L’arte e il design – dal 30 giugno al 10 ottobre 2021 alla Galleria Nazionale d’Arte moderna di Roma – riunisce molti degli arredi, lampade e utensili realizzati dalle varie imprese di produzione animate da Dino Gavina (1922-2007) insieme alle opere d’arte che arrivano dalla collezione dello stesso Gavina, da raccolte private, oltre che dalla stessa Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

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Gio & Joe Modi e forme a confronto

Gio Ponti e Joe Colombo sono senza dubbio due figure di punta del design – e del pensiero sul design – Made in Italy. Se ci siano più differenze o punti di contatti è arduo a dirsi per la loro distanza cronologica (appartengono a due generazioni diverse, per quanto sovrapposte) e formale. L’occasione di questo esercizio, accademico, certo, ma forse anche di sostanza, ci è fornito da due recenti pubblicazioni, anch’esse distanti in quanto a impostazione: il catalogo ragionato di Colombo, curato dalla sua storica collaboratrice, erede e maggiore supporter, l’architetta Ignazia Favata (Fig. 1) e l’affondo sull’Istituto di Cultura Italiana a Stoccolma opera di Ponti (Fig. 2).

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Artifices instables, Histoires de céramiques

La mostra Artifices instables, Storie di ceramiche, organizzata al Nouveau Museé National de Monaco a Villa Sauber, con un affascinante gioco alchemico mette in relazione la ceramica del territorio monegasco del periodo della belle époque, “le poteries artistiques de Monaco (1871-1918)”, con le opere di altri artisti, il francese Eugène Baudin (1853-1918), l’americano George Ohr (1857-1918), il monegasco Albert Diato (1927-1985), Pablo Picasso (1881-1973), e altri sette artisti contemporanei: l’italiana Chiara Camoni, il francese Johan Creten, l’inglese Aaron Angell, la siro-libanese Simon Fattal, la venezuelana Magdalena Suarez Frimkess, gli americani Ron Nagle e Brian Rochefort.

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ULISSE NELLA “BAIA DELLA CERAMICA”. Il ritorno di Arturo Martini in Liguria

Una grande occasione per poter studiare e vedere dal vivo parte della vasta, poliedrica ed eclettica produzione di Arturo Martini (Treviso 1889 – Milano 1947), così Nico Stringa ha definito la mostra diffusa in tre sedi di quella che può essere identificata come “la baia della ceramica ligure”: quella fascia del litorale savonese che, per affinità e peculiarità storico-culturali, comprende i comuni di Vado Ligure, Savona, Albissola Marina e Albisola Superiore, gli stessi che furono teatro di una grande stagione produttiva del maestro trevigiano.

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IL CAMINO DEI FENICOTTERI – I DISEGNI DEI CASANOVA DALL’ÆMILIA ARS ALLA ROCCHETTA MATTEI

Una piccola mostra, ma di grande sapore documentale e storico, è stata ospitata al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna dal 13 marzo al 23 ottobre 2020, che proprio in quell’occasione ha celebrato il primo centenario della sua istituzione. La mostra permette di individuare un fil rouge tra il fermento modernista che si respirava nella Bologna di fine Ottocento sull’onda di quanto accadeva in Europa, qui sostenuto dall’attività della società Æmilia Ars, e la rocchetta Mattei, un castello che sembra uscire da una fiaba, nel cuore dell’appennino bolognese…

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Sullo sfondo del déco la collaborazione di Enrico Cagianelli con la Manifattura Santarelli: il caso del Vaso di Pan e varianti

Rara e poderosa testimonianza del déco umbro realizzato in ceramica smaltata nera, figure mitologiche a rilievo in argento e decori parimenti a rilievo color corallo, il Vaso di Pan è riconducibile all’apice della collaborazione dello scultore Enrico Cagianelli (Perugia, 1886 – Gubbio, 1938) con la celebre manifattura ceramica di Gualdo Tadino.

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Carlo Scarpa. Vetri e disegni 1925-1931

Carlo Scarpa. Vetri e disegni 1925-1931 è testimone puntuale dell’omonima mostra veronese tenutasi dal novembre 2019 al marzo 2020, dando conto della prolifica collaborazione tra Carlo Scarpa e Giacomo Cappellin che, fin dal 1925, si slega dall’azienda creata nel 1921 con Paolo Venini. L’esposizione, curata da Marino Barovier, Alba Di Lieto e Ketty Bertolaso si pone in ideale linea di continuità con i più attuali studi sull’argomento…

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Ritorno al barocco: Fontana, Leoncillo, Melotti

La mostra Ritorno al barocco: Fontana, Leoncillo, Melotti, in un momento di chiusure forzate e di progetti cancellati, appare come una necessaria e salutare boccata d’ossigeno. Da poco chiusa nella galleria milanese ML Fine Art – Matteo Lampertico, cerca di sondare in profondità una questione spesso posta in essere dalla storiografia artistica, ma mai analizzata nello specifico e cerca di rispondere una volta per tutte a una delle grandi questioni irrisolte nel campo della scultura italiana del Novecento.

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Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist

Nell’ottobre 2020 Enzo Mari è scomparso a un giorno di distanza dall’apertura di questa mostra antologica, alla Triennale di Milano, per celebrarne i sessant’anni di carriera. L’esposizione presenta tutte le facce di Mari: l’artista concettuale, il designer e grafico al servizio dell’impresa, l’architetto, ma anche il pensatore-ideologo talvolta scomodo.

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