ISSN 2612-2553

RECENSIONI

Wallflowers

“Una mostra non si fa solo per guardare e vedere ma anche per sapere”, seguendo il viatico della critica d’arte Lea Vergine ripercorriamo l’interessante Wallflowers, dedicata alla storica azienda di carte per pareti Braendli, allestita nella galleria-libreria Spazio di Milano nell’autunno inverno scorso (6 settembre – 27 novembre)…

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“Depero new Depero”, Mart, Rovereto, 21 ottobre 2021 – 13 febbraio 2022

La mostra Depero New Depero, a cura di Nicoletta Boschiero, oltre a esporre numerose opere di Depero e volerci mostrare un Depero “nuovo”, reinterpretato cioè da numerosi artisti e designers attivi dal secondo Novecento fino ai giorni nostri, cela come terzo oggetto dell’esposizione il Mart stesso. Molte delle opere esposte, infatti, mostrano come il museo roveretano non si sia occupato della valorizzazione di Depero solamente attraverso l’organizzazione di mostre…

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Empathic – Discovering a Glass Legacy

Il primo grande merito di Empathic è quello di affiancare, facendole collaborare anche su uno stesso pezzo, differenti vetrine muranesi che per questa mostra hanno messo da parte rivalità ataviche, quanto inutili, e gelosie in vista di un obiettivo “alto” e che sta a cuore a tutti: il rilancio internazionale del vetro di Murano…

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CASA BALLA. La mostra, la casa

Allestita nella galleria 5 del MAXXI, la mostra ha esposto arazzi, disegni e studi per vestiti, come quello realizzato nel 1930 per Luce, bozzetti, mobili e arredi originariamente parte di Casa Balla e da essa confluiti in importanti collezioni, soprattutto private, come la Fondazione Biagiotti Cigna e la Collezione Laura e Lavinia Biagiotti, che dispongono di un patrimonio di oltre 300 opere di Balla, il cui nucleo principale è formato da lavori e studi sul design e sulla moda.

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Anton Giulio Bragaglia. L’archivio di un visionario.

La Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea nel 2019 ha acquisito il fondo archivistico di Anton Giulio Bragaglia (1890-1960), regista teatrale artefice di audaci sperimentazioni, personalità poliedrica tutta da riscoprire. Il fondo costituito da migliaia di fotografie e da un numero sterminato di manifesti, locandine, opere grafiche, lettere e pubblicazioni, è stato fatto oggetto di un paziente lavoro di riordino e di schedatura…

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L’Arca di vetro. La collezione di animali di Pierre Rosenberg

L’Arca di vetro. La collezione di animali di Pierre Rosenberg. Venezia, isola di San Giorgio Maggiore, Le Stanze del Vetro. Mostra e catalogo a cura di Cristina Beltrami e Giordana Naccari. Il confine tra kitsch e oggetto d’arte è stato esplorato da molti intellettuali, anche nel campo della storia dell’arte. Ad esempio, Gillo Dorfles pubblicò nel 1968 il saggio Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto che, in questo particolare ambito di studi, rimase memorabile ed aprì lo spazio a nuove interpretazioni dei fenomeni artistici.

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TURANDOT E L’ORIENTE FANTASTICO DI PUCCINI, CHINI E CARAMBA

Il fascino di quella prima esecuzione di Turandot, con scene di Galileo Chini e costumi di Caramba, è parte dell’immaginario della storia dello spettacolo del Novecento; il manifesto di Leopoldo Metlicovitz (1868-1944), stampato come tradizione da Casa Ricordi, ha codificato nel tempo l’iconografia della Principessa cinese e si pone a parametro intramontabile. L’ultima opera di Giacomo Puccini (1858-1924) ha avuto una gestazione complessa, scandita dalla malattia e dalla morte del Maestro, una corrispondenza serrata tra i diversi personaggi coinvolti e il musicista, dagli artisti chiamati a progettare gli allestimenti…

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Reflections. Dino Gavina. L’arte e il design

Curata da Giovanna Coltelli e allestita da Marco Brunori, la mostra Reflections. Dino Gavina. L’arte e il design – dal 30 giugno al 10 ottobre 2021 alla Galleria Nazionale d’Arte moderna di Roma – riunisce molti degli arredi, lampade e utensili realizzati dalle varie imprese di produzione animate da Dino Gavina (1922-2007) insieme alle opere d’arte che arrivano dalla collezione dello stesso Gavina, da raccolte private, oltre che dalla stessa Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

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Gio & Joe Modi e forme a confronto

Gio Ponti e Joe Colombo sono senza dubbio due figure di punta del design – e del pensiero sul design – Made in Italy. Se ci siano più differenze o punti di contatti è arduo a dirsi per la loro distanza cronologica (appartengono a due generazioni diverse, per quanto sovrapposte) e formale. L’occasione di questo esercizio, accademico, certo, ma forse anche di sostanza, ci è fornito da due recenti pubblicazioni, anch’esse distanti in quanto a impostazione: il catalogo ragionato di Colombo, curato dalla sua storica collaboratrice, erede e maggiore supporter, l’architetta Ignazia Favata (Fig. 1) e l’affondo sull’Istituto di Cultura Italiana a Stoccolma opera di Ponti (Fig. 2).

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Artifices instables, Histoires de céramiques

La mostra Artifices instables, Storie di ceramiche, organizzata al Nouveau Museé National de Monaco a Villa Sauber, con un affascinante gioco alchemico mette in relazione la ceramica del territorio monegasco del periodo della belle époque, “le poteries artistiques de Monaco (1871-1918)”, con le opere di altri artisti, il francese Eugène Baudin (1853-1918), l’americano George Ohr (1857-1918), il monegasco Albert Diato (1927-1985), Pablo Picasso (1881-1973), e altri sette artisti contemporanei: l’italiana Chiara Camoni, il francese Johan Creten, l’inglese Aaron Angell, la siro-libanese Simon Fattal, la venezuelana Magdalena Suarez Frimkess, gli americani Ron Nagle e Brian Rochefort.

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