ISSN 2612-2553

CON IL PATROCINIO DI

Sistema Museale di Ateneo
Museo della Ceramica di Mondovì
Wolfsoniana
Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Museo Internazionale Design Ceramico
Museo Diffuso Albisola
Archivio Crispolti
Archivi Arti Applicate Italiane
Istituto di Storia dell’Arte Fondazione Giorgio Cini
Fondazione Ragghianti
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Ceramica e Arti Decorative del Novecento

La rivista, con cadenza semestrale, si propone di raccogliere saggi, contributi e recensioni sui temi delle arti decorative/applicate/industriali del Novecento con l’obbiettivo di riunire e rendere confrontabili ricerche provenienti da diversi ambiti scientifici e sollecitare sovrapposizioni e contaminazioni di approccio per il racconto e l’interpretazione del rapporto tra cultura del progetto e produzione nelle sue diverse accezioni di artigianato e industria e delle relazioni che intessono con lo spazio, la ricerca formale e visiva, la comunicazione, la ricezione e fortuna critica, i quadri economici e sociali, le fortune espositive, critiche e di mercato. In questo senso la ceramica evocata dal titolo rappresenta la metafora di un materiale “fossile guida” che ha attraversato tutte le fasi della cultura creativa e produttiva umana e che è rintracciabile in ambiti diversi, dal capodopera al manufatto, dal materiale che si piega all’arte all’oggetto quotidiano e che dunque ben rappresenta, metaforicamente, l’andamento diacronico per quanto non lineare del rapporto tra qualità formale e modalità di utilizzo. Gli articoli pubblicati, risultati di call periodiche e processi di double-blind peer review (vedi comitato scientifico), indagheranno autori, famiglie di oggetti, utilizzi di tecniche, collezioni private e pubbliche con lo scopo di riportare le arti decorative nell’alveo di un più complesso sistema di lettura storico-scientifica, costruire e ri-costruire connessioni e relazioni tra i diversi campi disciplinari e sottrarle, in sintesi, alla categoria del divertissement e dell’analisi puntuale per restituirle al ruolo di campo di sperimentazione di modificazioni e innovazioni formali, di gusto e d’uso. A questo scopo, il comitato scientifico è composto da storici dell’arte, dell’architettura, del design, delle arti decorative e da specialisti di ceramica, vetro, che condividono la visione inclusiva che intendono arricchire e perfezionare. La rivista utilizza un sistema software proprietario per gestire efficacemente il processo di revisione, dalla sottomissione dell’articolo fino alla preparazione della bozza finale da parte del grafico, con l’obiettivo di ridurre al minimo i tempi richiesti per la pubblicazione. Le recensioni, appena accettate, verranno pubblicate anche nel sito, per permetterne una diffusione rapida.

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VIII

L’ottavo numero di “Ceramica e Arti Decorative del Novecento” non poteva non esordire con un ricordo di Doretta Davanzo Poli, che recentemente ci ha lasciato, affidato alla penna e alla memoria di Maria Beatrice Bertone. Pioniera degli studi sul tessuto antico e moderno, Davanzo Poli ha marcato il passo nel campo degli studi di storia della moda e del costume, svincolandola dal ruolo spesso ancillare affidatole dalla storia materiale o dalla storia dell’arte, per divenire – in senso compiuto – disciplina autonoma e di primo piano. Nel quarto numero di CAD900 (2019), Doretta ci aveva accompagnato alla scoperta dei ricami e dei merletti...

Copertina Numero 7

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VII

Questo numero della rivista è dedicato all’arte e alla decorazione delle navi italiane. I grandi transatlantici, piroscafi e motonavi, nell’età storica in cui viaggiare oltremare era possibile solo navigando, sono stati per decenni un veicolo di propaganda delle capacità industriali e artistiche del paese. Non è un caso che Gio Ponti promuovesse dalle pagine della sua “Domus”, fin dai primi numeri, l’applicazione dell’artigianato artistico italiano sulle navi nazionali. Gli interni delle navi sono stati uno specchio della cultura artistica italiana, riflettendo il gusto della clientela delle compagnie di navigazione, quella naturalmente della prima classe...

Copertina Numero 6

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VI

Il numero 6 della rivista esce con circa due mesi di ritardo, a causa del lockdown per la pandemia, che, con la chiusura di biblioteche e musei, ha bloccato il lavoro di ricerca degli autori. A differenza dei numeri precedenti, la ceramica è presente soltanto in una testimonianza (Alessio Tasca) e in tre recensioni di mostre (Ivos Pacetti, Pablo Picasso e Giancarlo Sciannella), lasciando più spazio ad altre arti decorative, come i mobili, e a figure di artisti poliedrici (Duilio Cambellotti, Aleardo Terzi, Paolo Bevilacqua e Vittorio Zecchin), e a quelle di grandi architetti-designers...

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VIII

L’ottavo numero di “Ceramica e Arti Decorative del Novecento” non poteva non esordire con un ricordo di Doretta Davanzo Poli, che recentemente ci ha lasciato, affidato alla penna e alla memoria di Maria Beatrice Bertone. Pioniera degli studi sul tessuto antico e moderno, Davanzo Poli ha marcato il passo nel campo degli studi di storia della moda e del costume, svincolandola dal ruolo spesso ancillare affidatole dalla storia materiale o dalla storia dell’arte, per divenire – in senso compiuto – disciplina autonoma e di primo piano. Nel quarto numero di CAD900 (2019), Doretta ci aveva accompagnato alla scoperta dei ricami e dei merletti...

Copertina Numero 7

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VII

Questo numero della rivista è dedicato all’arte e alla decorazione delle navi italiane. I grandi transatlantici, piroscafi e motonavi, nell’età storica in cui viaggiare oltremare era possibile solo navigando, sono stati per decenni un veicolo di propaganda delle capacità industriali e artistiche del paese. Non è un caso che Gio Ponti promuovesse dalle pagine della sua “Domus”, fin dai primi numeri, l’applicazione dell’artigianato artistico italiano sulle navi nazionali. Gli interni delle navi sono stati uno specchio della cultura artistica italiana, riflettendo il gusto della clientela delle compagnie di navigazione, quella naturalmente della prima classe...

Copertina Numero 6

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VI

Il numero 6 della rivista esce con circa due mesi di ritardo, a causa del lockdown per la pandemia, che, con la chiusura di biblioteche e musei, ha bloccato il lavoro di ricerca degli autori. A differenza dei numeri precedenti, la ceramica è presente soltanto in una testimonianza (Alessio Tasca) e in tre recensioni di mostre (Ivos Pacetti, Pablo Picasso e Giancarlo Sciannella), lasciando più spazio ad altre arti decorative, come i mobili, e a figure di artisti poliedrici (Duilio Cambellotti, Aleardo Terzi, Paolo Bevilacqua e Vittorio Zecchin), e a quelle di grandi architetti-designers...

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VIII

L’ottavo numero di “Ceramica e Arti Decorative del Novecento” non poteva non esordire con un ricordo di Doretta Davanzo Poli, che recentemente ci ha lasciato, affidato alla penna e alla memoria di Maria Beatrice Bertone. Pioniera degli studi sul tessuto antico e moderno, Davanzo Poli ha marcato il passo nel campo degli studi di storia della moda e del costume, svincolandola dal ruolo spesso ancillare affidatole dalla storia materiale o dalla storia dell’arte, per divenire – in senso compiuto – disciplina autonoma e di primo piano. Nel quarto numero di CAD900 (2019), Doretta ci aveva accompagnato alla scoperta dei ricami e dei merletti...

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VII

Questo numero della rivista è dedicato all’arte e alla decorazione delle navi italiane. I grandi transatlantici, piroscafi e motonavi, nell’età storica in cui viaggiare oltremare era possibile solo navigando, sono stati per decenni un veicolo di propaganda delle capacità industriali e artistiche del paese. Non è un caso che Gio Ponti promuovesse dalle pagine della sua “Domus”, fin dai primi numeri, l’applicazione dell’artigianato artistico italiano sulle navi nazionali. Gli interni delle navi sono stati uno specchio della cultura artistica italiana, riflettendo il gusto della clientela delle compagnie di navigazione, quella naturalmente della prima classe...

Copertina Numero 7

Ceramica e Arti Decorative del ‘900 | Numero VI

Il numero 6 della rivista esce con circa due mesi di ritardo, a causa del lockdown per la pandemia, che, con la chiusura di biblioteche e musei, ha bloccato il lavoro di ricerca degli autori. A differenza dei numeri precedenti, la ceramica è presente soltanto in una testimonianza (Alessio Tasca) e in tre recensioni di mostre (Ivos Pacetti, Pablo Picasso e Giancarlo Sciannella), lasciando più spazio ad altre arti decorative, come i mobili, e a figure di artisti poliedrici (Duilio Cambellotti, Aleardo Terzi, Paolo Bevilacqua e Vittorio Zecchin), e a quelle di grandi architetti-designers...

Copertina Numero 6

Ultime Recensioni

TURANDOT E L’ORIENTE FANTASTICO DI PUCCINI, CHINI E CARAMBA

Il fascino di quella prima esecuzione di Turandot, con scene di Galileo Chini e costumi di Caramba, è parte dell’immaginario della storia dello spettacolo del Novecento; il manifesto di Leopoldo Metlicovitz (1868-1944), stampato come tradizione da Casa Ricordi, ha codificato nel tempo l’iconografia della Principessa cinese e si pone a parametro intramontabile. L’ultima opera di Giacomo Puccini (1858-1924) ha avuto una gestazione complessa, scandita dalla malattia e dalla morte del Maestro, una corrispondenza serrata tra i diversi personaggi coinvolti e il musicista, dagli artisti chiamati a progettare gli allestimenti...

Reflections. Dino Gavina. L’arte e il design

Curata da Giovanna Coltelli e allestita da Marco Brunori, la mostra Reflections. Dino Gavina. L’arte e il design – dal 30 giugno al 10 ottobre 2021 alla Galleria Nazionale d’Arte moderna di Roma – riunisce molti degli arredi, lampade e utensili realizzati dalle varie imprese di produzione animate da Dino Gavina (1922-2007) insieme alle opere d’arte che arrivano dalla collezione dello stesso Gavina, da raccolte private, oltre che dalla stessa Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Gio & Joe Modi e forme a confronto

Gio Ponti e Joe Colombo sono senza dubbio due figure di punta del design – e del pensiero sul design – Made in Italy. Se ci siano più differenze o punti di contatti è arduo a dirsi per la loro distanza cronologica (appartengono a due generazioni diverse, per quanto sovrapposte) e formale. L’occasione di questo esercizio, accademico, certo, ma forse anche di sostanza, ci è fornito da due recenti pubblicazioni, anch’esse distanti in quanto a impostazione: il catalogo ragionato di Colombo, curato dalla sua storica collaboratrice, erede e maggiore supporter, l’architetta Ignazia Favata (Fig. 1) e l’affondo sull’Istituto di Cultura Italiana a Stoccolma opera di Ponti (Fig. 2).

Artifices instables, Histoires de céramiques

La mostra Artifices instables, Storie di ceramiche, organizzata al Nouveau Museé National de Monaco a Villa Sauber, con un affascinante gioco alchemico mette in relazione la ceramica del territorio monegasco del periodo della belle époque, “le poteries artistiques de Monaco (1871-1918)”, con le opere di altri artisti, il francese Eugène Baudin (1853-1918), l’americano George Ohr (1857-1918), il monegasco Albert Diato (1927-1985), Pablo Picasso (1881-1973), e altri sette artisti contemporanei: l’italiana Chiara Camoni, il francese Johan Creten, l’inglese Aaron Angell, la siro-libanese Simon Fattal, la venezuelana Magdalena Suarez Frimkess, gli americani Ron Nagle e Brian Rochefort.

ULISSE NELLA “BAIA DELLA CERAMICA”. Il ritorno di Arturo Martini in Liguria

Una grande occasione per poter studiare e vedere dal vivo parte della vasta, poliedrica ed eclettica produzione di Arturo Martini (Treviso 1889 - Milano 1947), così Nico Stringa ha definito la mostra diffusa in tre sedi di quella che può essere identificata come “la baia della ceramica ligure”: quella fascia del litorale savonese che, per affinità e peculiarità storico-culturali, comprende i comuni di Vado Ligure, Savona, Albissola Marina e Albisola Superiore, gli stessi che furono teatro di una grande stagione produttiva del maestro trevigiano.

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