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Questo numero della rivista è dedicato all’arte e alla decorazione delle navi italiane. I grandi transatlantici, piroscafi e motonavi, nell’età storica in cui viaggiare oltremare era possibile solo navigando, sono stati per decenni un veicolo di propaganda delle capacità industriali e artistiche del paese. Non è un caso che Gio Ponti promuovesse dalle pagine della sua “Domus”, fin dai primi numeri, l’applicazione dell’artigianato artistico italiano sulle navi nazionali. Gli interni delle navi sono stati uno specchio della cultura artistica italiana, riflettendo il gusto della clientela delle compagnie di navigazione, quella naturalmente della prima classe; gli emigranti che furono, all’inizio del secolo, il volano per la costruzione delle flotte italiane, viaggiavano in ambienti spartani da cui era assente ogni preoccupazione decorativa. Sui transatlantici degli anni Venti trovavano applicazione le creazioni eclettiche dei fratelli Coppedé e quelle impeccabilmente storiciste della Casa Ducrot, in quelli degli anni Trenta iniziava il rinnovo del gusto con gli interni novecento di Gustavo Pulitzer e Melchiorre Bega. Nel dopoguerra si afferma il gusto contemporaneo parallelamente alla nascita del design italiano di cui le navi nazionali furono una vera palestra di sperimentazione.

I saggi presentati propongono alcuni episodi, offrendo una campionatura di autori e realizzazioni che spaziano dagli anni Venti ai Sessanta.

Il mio primo saggio offre una sintetica rassegna delle opere d’arte in ceramica sulle navi italiane, partendo delle prime applicazioni, alla fine degli anni Venti, dovute alla collaborazione tra Gio Ponti e Gustavo Pulitzer, prosegue con le navi del dopoguerra, dove è fatto largo impiego della ceramica con opere di Lucio Fontana, Fausto Melotti, Guido Gambone, Pietro Melandri, Afro Basaldella, Leoncillo Leonardi, per concludersi con alcuni episodi artistici degli anni Sessanta.

Matteo Fochessati, analizza l’opera del pittore Anselmo Bucci per l’allestimento di tre navi, Timavo, Duchessa d’Aosta e California, realizzate alla fine degli anni Venti. Gli interni di Bucci si collocano nella temperie del rinnovamento della prassi decorativa e, tramite documenti inediti dell’archivio del pittore, vengono illustrati i commenti della critica e l’accoglimento controverso di quello che rimane un interessante episodio di emancipazione artistica delle navi italiane.

Sergio Vatta, si concentra sulla prima unità modernamente arredata e decorata, la motonave Victoria del 1931. Dapprima presentando l’opera di promozione della nave tramite la grafica pubblicitaria dell’epoca e quindi con la descrizione degli interni – dovuti principalmente a Gustavo Pulitzer – e dell’apparato decorativo costituito da interventi artistici di Libero Andreotti, August Cernigoj, Pietro Chiesa, Elena Fondra, Maryla Lednicka e Gio Ponti.

Il saggio di Rosa Chiesa e Ali Filippini approfondisce lo studio dell’opera dell’artigiano del vetro Pietro Chiesa e della sua Bottega milanese dedicata alle navi arredate da Gustavo Pulitzer, per cui vengono realizzati vetrate e lucernari destinati alle navi Saturnia, Vulcania, Conte Grande e Conte di Savoia. Gli autori analizzano il linguaggio di Chiesa, che parallelamente a quello di Pulitzer, si evolve dagli iniziali riferimenti neoclassici e figurativi verso un disegno razionalista moderno e astratto.

L’opera per la decorazione murale sulle navi del pittore Giulio Rosso è presentata nel saggio di Antonio David Fiore. Nel periodo fra le due guerre, l’affermato decoratore italiano è coinvolto nella decorazione di due navi: la Regia Nave Aurora, yacht del Capo del Governo, e il transatlantico Conte di Savoia, in collaborazione, rispettivamente, con gli architetti Melchiorre Bega e Gustavo Pulitzer. Nell’ultima parte del saggio, Fiore propone di attribuire a Rosso la decorazione di alcuni degli interni del nuovo panfilo governativo: la Regia Nave Diana.

Il sesto saggio, dovuto a chi scrive, introduce un’opera di Tomaso Buzzi, gli interni dell’incrociatore Bolzano per la Regia Marina Italiana, con la descrizione di quest’originale arredamento navale, realizzato secondo il gusto e lo stile dell’Art Déco. Buzzi disegna, seleziona e controlla ogni componente e materiale dell’allestimento, mobili, sedie, poltrone, lampade, porte, maniglie fino ai soprammobili e agli elementi decorativi, il risultato costituisce un raro esempio di Gesamtkunstwerk applicato agli interni di una nave da guerra, qui presentato per la prima volta.

Ilaria Morcia dedica il suo approfondito studio alle numerosissime opere navali dell’artista dello smalto Paolo De Poli. L’autrice, basando la ricerca nelle carte dell’archivio De Poli conservato presso lo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) ricostruisce le collaborazioni con gli architetti Gio Ponti, Nino Zoncada, Gustavo Pulitzer, Matteo Longoni, per gli allestimenti navali del dopoguerra. Attraverso otto paragrafi, l’attività di Paolo De Poli è presentata in relazione alla destinazione e alla funzione delle opere integrate nell’arredamento delle navi.

L’ottavo saggio presenta alcune opere inedite di decorazione realizzate dallo scenografo Piero Zuffi negli anni Cinquanta per i transatlantici Andrea Doria, Federico C. e per la turbonave Ausonia.

L’ultimo saggio della rivista, scritto da Irene De Guttry, illustra un particolare aspetto dell’arredamento a bordo delle navi, quello dell’uso dei mobili in fibra vegetale. L’autrice illustra sinteticamente le vicende che vedono, a cavallo tra Ottocento e Novecento, la diffusione degli arredi di vimini e giunco che trovano un largo utilizzo nelle verande delle classi superiori dei transatlantici, dove sono impiegati per ricostruire l’aspetto dei giardini d’inverno delle dimore e dei grandi alberghi continentali.

Vi sono molti altri artisti con una vasta attività nella decorazione navale e altri episodi interessanti nell’allestimento dei transatlantici che non è stato possibile, per ragioni di spazio, includere in questo numero della rivista e che speriamo possano essere studiati in futuro.

a cura di Paolo Piccione

CONTENUTI

Editoriale

1. Alessio De Cristofaro – Tutelare e valorizzare il Design del Novecento

Saggi

2. Paolo Piccione – La ceramica decorativa a bordo delle navi italiane.
Un percorso dagli anni Venti agli anni Sessanta

3. Matteo Fochessati – Anselmo Bucci, tre navi.
Arte e allestimento navale di un pittore del Novecento

4. Sergio Vatta – Un capolavoro dell’architettura navale.
Grafica pubblicitaria, arte e decorazione per la motonave Victoria

5. Rosa Chiesa, Ali Filippini – Pietro Chiesa, vetrate per le navi.
L’opera di una bottega d’arte milanese per gli interni di Gustavo Pulitzer

6. Antonio David Fiore – Giulio Rosso, decorazioni murali sulle navi italiane

7. Paolo Piccione – Un incrociatore Art Déco.
Gli interni di Tomaso Buzzi per la Regia Nave Bolzano

8. Ilaria Morcia – Paolo De Poli. Opere per le navi, 1937-1965

9. Paolo Piccione – Piero Zuffi scenografo. Interventi decorativi navali degli
anni Cinquanta

10. Irene De Guttry – Gli arredi in vimini e in giunco nelle verande dei transatlantici
italiani